Piccolo Cesare
Piccolo Cesare (Little Caesar) è un film del 1931 diretto da Mervyn LeRoy ed interpretato da Edward G. Robinson, Douglas Fairbanks Jr. e Glenda Farrell, tratto dal romanzo omonimo di William Riley Burnett.
Insieme a Nemico pubblico (1931) di William A. Wellman e Scarface - Lo sfregiato (1932) di Howard Hawks, Piccolo Cesare è considerato determinante nello sviluppo del genere gangster, stabilendo molti temi che sono stati utilizzati da allora.[1][2] Il film lanciò la carriera di Edward G. Robinson, che veste i panni del protagonista Cesare Enrico "Rico" Bandello, uno spietato ed ambizioso gangster deciso a conquistare il potere a ogni costo.[3]
Nel 2000 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti[4].
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Dopo aver rapinato un distributore di benzina in una cittadina di provincia, due delinquenti italiani di piccolo cabotaggio, Cesare Enrico "Rico" Bandello e Joe Massara, si trasferiscono a Chicago in cerca di fortuna ed entrano nella banda del boss Sam Vettori, che utilizza come paravento il Palermo Dancing Club. Rico, uomo dalla pistola facile, detto "Piccolo Cesare" per la piccola statura e per i modi arroganti, vuole dare la scalata ai vertici del mondo del crimine. Joe sogna invece un futuro come ballerino e trova lavoro nell'elegante night club Bronze Peacock Club (il Pavone di Bronzo), di proprietà di un socio del boss "Little Arnie" Lorch, dove si innamora della sua partner di ballo Olga. "Diamond Pete" Montana, il boss che controlla la zona nord di Chicago, comunica a "Little Arnie" Lorch e a Sam Vettori l'ordine del boss principale della città, noto come "Big Boy", di evitare spargimenti di sangue a causa della minaccia rappresentata dal commissario anticrimine Alvin McClure ed in particolare intima all'irascibile Rico di calmarsi, altrimenti si metterà nei guai. Nonostante il tentativo di allontanarsi dall'amico, Joe è costretto da Rico a cooperare nella rapina da lui progettata ai danni del Bronze Peacock Club durante la festa di capodanno. Ma, mentre la rapina è in corso, Rico contravviene agli ordini ed uccide a sangue freddo proprio McClure, sotto gli occhi attoniti di Joe. Rico rifiuta di spartire la refurtiva come vorrebbe Vettori e lo mette da parte con il supporto degli altri componenti della banda, assumendone il comando. Tony Passa, l'autista della banda, sconvolto dopo il colpo, rifiuta la sua parte di bottino che gli viene offerta da Otero, uno degli scagnozzi di Rico, e va invece da un prete che conosce dall'infanzia per confessare quello che ha fatto. Rico viene a sapere dell'accaduto e chiede a Otero di portarlo in macchina davanti alla chiesa, dove spara a Tony sui gradini d'ingresso.
Dopo lo sfarzoso funerale di Tony, la banda di Rico organizza un grande banchetto al Palermo Dancing Club per festeggiarlo come nuovo capo e gli regalano un bell'orologio rubato da una gioielleria come segno di lealtà. Durante i festeggiamenti, Rico si mette in mostra facendosi persino fotografare dai giornalisti per dimostrare la fama e il prestigio raggiunti ma riceve la visita del sergente di polizia Tom Flaherty, che lo avverte che lo tengono d'occhio insieme alla sua banda. Joe scopre per caso che "Little Arnie" vuol far uccidere Rico, ma non fa in tempo ad avvisarlo perché quest'ultimo è uscito. Rico si salva ugualmente perché gli uomini incaricati di sparargli sbagliano mira e lo colpiscono solo di striscio. Lui e i suoi uomini fanno quindi visita a "Little Arnie", offrendogli la scelta tra andarsene dalla città o ucciderlo, dopodiché Arnie parte precipitosamente per Detroit. "Big Boy" convoca Rico e lo informa che "Pete" Montana è stato retrocesso e che da quel momento in poi sarà lui ad assumere il controllo di tutta la zona nord di Chicago.
Rico inizia a preoccuparsi che Joe sappia troppo su di lui. Lo avverte che deve dimenticare la passione per il ballo ed Olga e unirsi a lui in una vita criminale, minacciando di ucciderli entrambi se non acconsente, ma lui si rifiuta di cedere e fugge. Decisa a farla finita per sempre con quella vita, Olga chiama il sergente Flaherty e gli dice che Joe è pronto a parlare, proprio un attimo prima che Rico e Otero si presentino. Rico scopre, con sua sorpresa, di non essere in grado di togliere la vita al suo amico. Quando Otero tenta di farlo lui stesso, Rico gli strappa la pistola di mano ma Joe rimane ugualmente ferito. Sentendo lo sparo, Flaherty e un altro agente di polizia lo inseguono ed uccidono Otero. Grazie alle informazioni fornite da Olga, Flaherty procede a smantellare l'organizzazione di Rico e fa condannare il vecchio boss Sam Vettori all'impiccagione.
Disperato e solo, Rico è ricercato dalla polizia e trova rifugio in un alloggio per senzatetto, dove vede un articolo di giornale che parla di lui e che riporta le dichiarazioni del sergente Flaherty, nelle quali l'uomo lo apostrofa come un vigliacco. In preda ad un impeto di orgoglio, Rico telefona alla centrale di polizia per annunciare al sergente che verrà ad ucciderlo. A seguito della telefonata viene rintracciato e successivamente, dopo essere stato accerchiato dalla polizia ed essersi rifiutato di consegnarsi, Flaherty gli spara mentre si nasconde dietro un cartellone che pubblicizza uno spettacolo dei ballerini Joe e Olga. Rico pronuncia così le sue ultime parole: "Madre di misericordia, è questa la fine di Rico?".
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Sviluppo e sceneggiatura
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1930 Darryl F. Zanuck divenne capo delle produzioni della Warner Bros. e decise di abbandonare la pratica vigente ad Hollywood di adattare sullo schermo opere di successo di Broadway per passare a mettere in scena opere teatrali poco conosciute ma anche romanzi e racconti.[5] Dopo aver ottenuto un discreto successo con The Doorway to Hell (1930) di Archie Mayo, pellicola con protagonista un gangster ispirata ad un racconto di Rowland Brown, Zanuck decise di acquistare i diritti del romanzo Piccolo Cesare, scritto nel 1929 da un autore allora sconosciuto, William Riley Burnett, che si era trasferito a Chicago per studiare le abitudini e lo stile di vita dei gangster[5][3]. Come raccontato da Burnett, la scelta cadde sul suo romanzo non per i suoi meriti letterari ma perché il protagonista era originario dell'Ohio come Jack L. Warner, il presidente dell'omonima casa cinematografica.[6] Mervyn LeRoy fu scelto da Warner come regista della pellicola ed, avendo apprezzato il romanzo di Burnett, riuscì a convincere il presidente della major a produrre il film, inizialmente considerato un rischio in quanto una storia così cupa non sarebbe potuta piacere al pubblico proprio mentre la Grande depressione stava iniziando.[7]
Il primo sceneggiatore a lavorare all'adattamento fu Robert N. Lee, che subito aggiunse alcuni piccoli elementi narrativi che sono antecedenti agli eventi narrati nel romanzo. Il secondo sceneggiatore fu Francis Edward Faragoh, che inserì nello stile narrativo una vena di teatralità, ponendo l'accento sulla drammaticità e sulla tragicità della storia.
Riprese
[modifica | modifica wikitesto]Il film è stato girato nell'ottobre 1930, perlopiù in interni e i pochi esterni che compaiono sono stati ricostruiti negli studi della Warner Bros. a Burbank (California).[8]
Cast
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Clark Gable fu inizialmente contattato per il ruolo di Rico ma fu scartato perché Jack L. Warner riteneva che avesse le orecchie troppo grandi.[2][9]
Edward G. Robinson aveva già interpretato un gangster in opere teatrali come The Racket e The Widow from Chicago (1930). Il produttore Hal B. Wallis gli offrì però il ruolo secondario di Otero, ma lui lo rifiutò, dicendo: "Se mi fate interpretare Otero in Piccolo Cesare, sbilancerete completamente il film. L'unico ruolo che prenderò in considerazione di interpretare è Piccolo Cesare".[10] Robinson raccontò in seguito di aver avuto il sospetto che si trattasse di una trovata di Wallis per insegnargli ad essere più umile.[3]
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]La première del film si tenne a Philadelphia il 3 gennaio 1931 e il film fu distribuito nelle sale statunitensi dal successivo 25 gennaio[11].
In Italia invece venne distribuito solo nel 1963 perché, a causa degli evidenti riferimenti alla nazionalità italiana di Rico e della sua banda di delinquenti, la pellicola fu proibita durante il ventennio fascista in quanto considerata offensiva dell'immagine degli italiani e perché la figura del protagonista sembrava rievocare gli atteggiamenti e il comportamento di Benito Mussolini.[12]
Date di uscita
[modifica | modifica wikitesto]Le date di uscita internazionali sono state[11]:
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Piccolo Cesare fu immediatamente un grande successo di critica e di pubblico. Il weekend di apertura di questo film battè il record di presenze di tutti i tempi per lo Strand Theater della Warner Bros. a New York, incassando 50.000 dollari in undici proiezioni.[2]
Casi mediatici
[modifica | modifica wikitesto]Il deputato statunitense di origini italiane Fiorello La Guardia scrisse una lettera particolarmente dura a Will H. Hays (presidente della Motion Picture Association of America) per protestare contro l'immagine negativa che il film forniva degli italo-americani: «Il signor Hays non oserebbe mai produrre un film del genere con un ebreo come protagonista: se lo facesse, perderebbe il posto».[13]
Critica
[modifica | modifica wikitesto]Il Mereghetti, che gli assegna tre stelle su quattro di giudizio, lo definisce «l'archetipo di tutti i gangster movie, come sempre in questi casi non il più raffinato ma senza dubbio il più rappresentativo».[14] Morando Morandini, nel suo dizionario dei film, gli da un giudizio di tre stelle e mezzo su cinque e lo definisce «datato» ma i «riferimenti ad Al Capone, la fotografia di Tony Gaudio, il suo realismo stilizzato ne fanno un "classico" del genere».[15] Per il critico statunitense Jonathan Rosenbaum il film «è uno schietto e disadorno ritratto della fulminea ascesa e dell'altrettanto rapida fine di un gangster in una metropoli» in cui la «forza della sceneggiatura e l'immediatezza della regia di Mervyn LeRoy risiedono in parte nel loro minimalismo».[3]
Il sito MYmovies.it gli assegna un giudizio di quattro stelle su cinque, definendolo «quasi un "libro di testo" su come fare un film di questo tipo»[16]. Sul sito aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, Piccolo Cesare ha un indice di gradimento del 96%, basato su 26 recensioni, e un punteggio medio di 7,5/10. Il consenso della critica sul sito recita: «Piccolo Cesare raggiunge uno status epico grazie al carisma vulcanico di Edward G. Robinson, forgiando un modello per l'archetipo del gangster sul grande schermo che deve ancora essere superato».[17]
Analisi e tematiche
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Sebbene non fosse il primo film sui gangster in assoluto, né il primo prodotto dalla Warner Bros., Piccolo Cesare è considerato l'archetipo e il capostipite del gangster movie in quanto ha codificato praticamente tutti i topos del genere: l'ascesa e la rovinosa caduta di un criminale di umili origini ma violento e dotato di una sfrenata ambizione, il cui teatro d'azione è una metropoli cupa e notturna.[1][3] "Rico" Bandello è tuttavia un personaggio ambivalente ed ambiguo perché, oltre ad essere il tipico delinquente spietato, egocentrico e vanesio (come dimostrano la cura maniacale della propria capigliatura e la voglia di avere risalto sulla stampa) dei tempi del proibizionismo, è, allo stesso tempo, un gangster atipico perché astemio ed indifferente al mondo femminile, al contrario del suo amico Joe Massara, che proprio a causa di una donna lo tradisce e ne decreta la fine.[3] Un'interpretazione piuttosto comune del ruolo del protagonista lo vede come un probabile omosessuale represso[18][19][20], vista l'ammirazione di Otero per Rico e, soprattutto, la sua grande affinità con Joe, di cui è incapace di fare a meno.[3] Ciò che contraddistingue il film è un rigido moralismo: il crimine non paga e solo chi opera nella legalità, come Joe, ottiene il vero successo e la vera fama, come dimostra il cartellone pubblicitario della scena finale. Secondo le interpretazioni di alcuni critici, il contrasto tra le scelte di vita di Rico e di Joe rappresenta la contrapposizione tra due generi cinematografici molto in voga all'epoca, il gangster movie e il musical, oppure è una possibile metafora del mondo dello spettacolo (e quindi del cinema) come fuga dalla realtà squallida della vita reale.[5]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1931 - Premio Oscar
- Candidatura per la miglior sceneggiatura a Francis Faragoh e Robert N. Lee
- Nel 2003 il protagonista Cesare "Rico" Bandello è stato inserito dall'American Film Institute al 38º posto nella lista dei cinquanta migliori cattivi cinematografici di tutti i tempi.[21]
- Una battuta del film («Madre di misericordia, è questa la fine di Rico?», «Mother of mercy, is this the end of Rico?» in lingua originale) è stata inserita nel 2005 nella lista delle cento migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi stilata dall'American Film Institute, nella quale figura al 73º posto[22].
- Nel 2008 Piccolo Cesare è stato inserito dall'American Film Institute al 9º posto della classifica dei dieci migliori film di genere gangster di tutti i tempi.[23]
Influenza culturale
[modifica | modifica wikitesto]- Nel corto d'animazione Criminali con brutti musi (1939) diretto da Tex Avery per la serie Merrie Melodies della Warner Bros., il personaggio di Killer Diller è una caricatura di Edward G. Robinson in Piccolo Cesare.[24]
- Il personaggio di Rocky presente nei cartoni animati Looney Tunes e Merrie Melodies della Warner Bros. è stato disegnato in maniera simile al protagonista di Piccolo Cesare.[25]
- Nel film A qualcuno piace caldo (1959) di Billy Wilder, il personaggio di Piccolo Bonaparte (interpretato da Nehemiah Persoff) è una chiara parodia del protagonista di Piccolo Cesare.
- Nella serie a fumetti Alan Ford, il personaggio del gangster Grande Cesare è ispirato al film.
- Nella serie a fumetti Mickey Mouse Mystery Magazine, creata da Tito Faraci e Giorgio Cavazzano, il nome del personaggio Little Caesar è un omaggio al film Piccolo Cesare.[26]
- Nel film Sleepers (1996) di Barry Levinson, uno dei personaggi secondari è un boss della malavita chiamato Piccolo Cesare.
- Nel film d'animazione Disney Mucche alla riscossa (2004) di Will Finn e John Sanford, l'antagonista Rico, prima di essere sconfitto e disarcionato, pronuncia la frase disperata: "Oh mamma mia. È questa la fine di Rico?", che è una citazione della celebre battuta finale di Piccolo Cesare.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Jonathan Rosenbaum, «Little Caesar». In: Enciclopedia del Cinema, Vol. I, Roma: Istituto dell'Enciclopedia italiana, 2004.
- Morando Morandini e Luisa Morandini, Il Morandini 2011. Dizionario dei film, Bologna, Zanichelli, 2010, ISBN 978-88-081-2705-1.
- Paolo Mereghetti, Il Mereghetti. Dizionario dei film 2011, Milano, Baldini & Castoldi, 2003, ISBN 978-88-8490-419-5.
- Alberto Guerri, Il film noir: storie americane, Roma, Gremese, 1998, ISBN 978-88-7742-222-4.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Renato Venturelli, Gangster film, in Enciclopedia del cinema, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2003. URL consultato l'11 settembre 2026.
- 1 2 3 Little Caesar, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute. URL consultato il 21 settembre 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 Jonathan Rosenbaum, Little Caesar, in Enciclopedia del cinema, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004. URL consultato il 22 settembre 2026.
- ↑ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, su loc.gov, Library of Congress, 27 dicembre 2000. URL consultato il 6 gennaio 2012.
- 1 2 3 Alberto Guerri, Il film noir: storie americane, Gremese Editore, 1998, ISBN 978-88-7742-222-4. URL consultato il 21 settembre 2026.
- ↑ (EN) Maxim Jakubowski, 'You're born, you're gonna have trouble, you're gonna die', in The Guardian, 23 giugno 2000. URL consultato il 21 settembre 2026.
- ↑ LeRoy, Mervyn e Kleiner, Dick. 1974. Mervyn LeRoy: Take One . Hawthorn Books, Inc. New York.
- ↑ Piccolo Cesare - Luoghi delle riprese, su imdb.com.
- ↑ (EN) 10 great Hollywood gangster films of the 1930s, su BFI, 7 marzo 2024. URL consultato il 22 settembre 2026.
- ↑ Edward G. Robinson, All My Yesterdays; an Autobiography, Hawthorn Books, 1973, p. 131.
- 1 2 Piccolo Cesare - Date di uscita, su imdb.com.
- ↑ Italia Taglia, su www.italiataglia.it. URL consultato il 22 settembre 2026.
- ↑ Little Caesar, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute. URL consultato il 21 settembre 2026.
- ↑ Il Mereghetti. Dizionario dei Film 2011, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2010, ISBN 978-88-607-3626-0.
- ↑ Morando Morandini e Luisa Morandini, Il Morandini 2011. Dizionario dei film, Bologna, Zanichelli, 2010, ISBN 978-88-081-2705-1, pag. 1121.
- ↑ MYmovies.it, Piccolo Cesare, su MYmovies.it. URL consultato il 22 settembre 2026.
- ↑ (EN) Little Caesar | Rotten Tomatoes, su www.rottentomatoes.com. URL consultato il 22 settembre 2026.
- ↑ Doherty, Thomas Patrick. Pre-code Hollywood: Sex, Immorality, and Insurrection in American Cinema 1930-1934. New York: Columbia University Press, 1999. ISBN 0-231-11094-4
- ↑ LaSalle, Mick. Dangerous Men: Pre-code Hollywood and the Birth of the Modern Man. New York: St. Martin's Press, 2002. ISBN 0-312-28311-3
- ↑ Peary, Gerald. "Little Caesar Takes over the Screen" (introduction to Little Caesar of the Wisconsin/Warner Brothers Screenplays series). Madison (Wisconsin): University of Wisconsin Press, 1981. ISBN 0-299-08450-7
- ↑ American Film Institute, AFI's 100 YEARS...100 HEROES & VILLAINS, su www.afi.com. URL consultato il 22 settembre 2026 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2007).
- ↑ (EN) American Film Institute, AFI's 100 YEARS...100 MOVIE QUOTES, su afi.com. URL consultato il 4 gennaio 2020.
- ↑ AFI Top 10 Gangster Movies, su imdb.com.
- ↑ Thugs with Dirty Mugs - Curiosità, su imdb.com.
- ↑ The forgotten Looney Tunes character gallery, su members.tripod.com.
- ↑ Little Caesar, su PaperPedia Wiki. URL consultato il 23 settembre 2026.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Piccolo Cesare
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Piccolo Cesare
Collegamenti esterni
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Little Caesar (1931) Film Noir Crime Film Starring Edward G. Robinson, su YouTube, Google LLC, 14 agosto 2021.
Little Caesar, su YouTube, Google LLC, 6 dicembre 2013. - (EN) Lee Pfeiffer, Little Caesar, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- PICCOLO CESARE, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Piccolo Cesare, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Piccolo Cesare, su Il mondo dei doppiatori.
- (EN) Piccolo Cesare, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Piccolo Cesare, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Piccolo Cesare, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN, ES) Piccolo Cesare, su FilmAffinity.
- (EN) Piccolo Cesare, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) Piccolo Cesare, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
- (EN) Piccolo Cesare, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
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