Decca Classics
| Decca Classics | |
|---|---|
| Stato | |
| Fondazione | 1999 |
| Fondata da | Edward Lewis |
| Sede principale | Londra |
| Gruppo | Universal Music Group |
| Controllate | Éditions de l'Oiseau-Lyre, Philips Classics |
| Settore | Musicale |
| Prodotti | Dischi musica classica |
| Sito web | www.deccaclassics.com |
La Decca Classics è un'etichetta discografica britannica, nata nel 1999 dopo l'acquisizione da parte della Universal Music Group del catalogo di musica classica e crossover della divisione inglese della Decca Records
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La Decca's classical division[1] era il reparto che fin dalla fondazione nel 1929 si occupava del settore musica classica della casa madre Decca Records, basata a Londra. La Decca negli anni 70 vendette la sua divisione americana alla MCA, e nel 1980 anche la divisione inglese fu acquisita dalla Polygram che la gestì come un'etichetta separata.[2] Pur avendo un importante portafoglio di artisti pop che comprendeva Bananarama, Bronski Beat, the Communards e i Fine Young Cannibals cominciò a privilegiare il repertorio di musica classica, realizzando un catalogo con le registrazioni di artisti di fama internazionale, quali: Luciano Pavarotti (con cui aveva un contratto in esclusiva fin dal 1968), Renata Tebaldi, Chiara Taigi, Mario Del Monaco, Joan Sutherland, Mirella Freni, Carlo Bergonzi, Renée Fleming, Andreas Scholl, Cecilia Bartoli, Marilyn Horne, Jessye Norman; i direttori d'orchestra Georg Solti, Ernest Ansermet, Riccardo Chailly, Sir John Eliot Gardiner (con gli English Baroque Soloists), Charles Dutoit, Sir Colin Davis, Valerij Gergiev, Sir Neville Marriner (con l'Academy of St-Martin-in-the-Fields Orchestra), André Rieu; i pianisti Wilhelm Backhaus, Vladimir Horowitz, Maurizio Pollini, Arthur Rubinstein, Vladimir Ashkenazy, Maria Perrotta, Abbey Simon, Alfred Brendel, Mitsuko Uchida, David Helfgott, Radu Lupu, Ludovico Einaudi, Jean-Yves Thibaudet; il complesso italiano di musica barocca I Musici, il flautista Severino Gazzelloni, il violinista Salvatore Accardo e il violoncellista Julian Lloyd Webber. [2]
la registrazione Decca del concerto di apertura dei mondiali di calcio 1990, cantato da Pavarotti, Plácido Domingo e José Carreras, divenne l'album di musica classica più venduto di tutti i tempi.[3] Il disco de I Tre tenori ha spianato la strada ad artisti crossover della Decca come Russell Watson , Andrea Bocelli , Katherine Jenkins e Alfie Boe .
Nel 1999, la fusione fra la MCA, proprietaria della divisione americana della Decca dagli anni 70 e la Polygram, proprietaria della Decca inglese, portò alla loro confluenza nell' Universal Music Group che acquisì anche i cataloghi delle case discografiche Éditions de l'Oiseau-Lyre, specializzata nell'ambito della musica antica e barocca, e Philips Classics. Tutti i cataloghi di musica classica di queste acquisizioni e fusioni di case discografiche europee e le nuove realizzazioni e pubblicazioni discografiche, sono da allora gestiti sotto il marchio "Decca Classics".[4] Universal possiede anche la "Deutsche Grammophon" che rimane un'etichetta separata all'interno del gruppo e gestisce invece il catalogo di musica classica della Decca americana.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Dr Matt Brennan, Ms Emma Webster e Professor Martin Cloonan, The History of Live Music in Britain, Volume I: 1950-1967: From Dance Hall to the 100 Club, Ashgate Publishing, Ltd., 28 aprile 2013, ISBN 978-1-4724-0029-1. URL consultato il 19 settembre 2026.
- 1 2 (EN) Paul McGuinness, Decca Records: A History Of 'The Supreme Record Company', su uDiscover Music, 28 febbraio 2026. URL consultato il 18 settembre 2026.
- ↑ Società Editrice Athesis S.p.A, Tre Tenori, il mito festeggia trent’anni, su Bresciaoggi.it, 2020.08.18T02:32:51+0200. URL consultato il 18 settembre 2026.
- ↑ (EN) Decca Classics - Classical Music Label since 1898, su Decca Classics. URL consultato il 19 settembre 2026.
- ↑ (EN) KELL Complete American Decca Recordings, su Deutsche Grammophon. URL consultato il 18 settembre 2026.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su deccaclassics.com.
- Decca Classics (canale), su YouTube, Google LLC.
- (EN) Decca Classics, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Decca Classics (“DECCA” in white uppercase on a blue-over-red rectangular block; until 1999, for use outside of North America only), su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Decca Classics, su SoundCloud.
